LIBRI/ L’ antisemitismo. Riflessioni sulla questione ebraica di Jean-Paul Sartre

L’antisemitismo, in una parola, è la paura di fronte alla condizione umana. L’antisemita è l’uomo che vuole essere roccia spietata, un torrente furioso, fulmine devastatore: tutto fuorché un uomo. (Sartre)

Se non siamo filosofi o studiosi di filosofia, conosciamo solitamente Sartre come letterato, io stessa mi imbattei per la prima volta in un suo romanzo quando ero poco più che adolescente. Il libro si intitolava “L’età della ragione” e a quel tempo credo di aver afferrato metà del contenuto e del suo messaggio, ma l’ho amato all’istante e ne ho immediatamente colto la grandezza. Ecco, Sartre l’ho incontrato lungo questa strada, ma Sartre non è solo questo. Accanto ai romanzi ci sono un’infinità di saggi critici, filosofici e politici interessanti ed appassionati. Tra questi “L’antisemitismo. Riflessioni sulla questiona ebraica” e credo che una lettura di questo libro sia fondamentale per comprendere le ragioni storiche e sociali dell’antisemitismo e della questione ebraica. Fenomeni, come ci spiega Sartre, strettamente connessi e correlati, perché il problema ebraico ha radici proprio nell’antisemitismo, creando un circolo vizioso, difficile da spezzare. Sartre mette in luce, attraverso un’analisi dettagliata, ragionata e approfondita, aspetti e caratteri di entrambi, risvolti, conseguenze, possibilità di soluzioni. Se è possibile connotare l’antisemita come appartenente al piccolo borghese, è possibile superare questo accanimento violento solo inglobando la lotta all’antisemitismo nella “rivoluzione socialista”, perché secondo il filosofo francese, il problema ebraico non è individuale, ma collettivo. Non vorrei che fosse questo aspetto a sminuire per molti la forza di questo libro, dandone una lettura univoca. Ciò di cui bisogna tener conto è che questo saggio usciva dopo i campi di sterminio e possiede dunque certe letture o forzature radicali, che vanno cercate e per certi versi superate nel contesto storico e sociale del secondo dopoguerra. Sartre, pone a fondamento di una società più giusta nei confronti dell’ebreo (cioè all’assimilazione dell’ebreo) la propaganda e le leggi anti-ebraiche, l’istruzione, “l’autenticità” dell’ebreo stesso come colui che rivendica se stesso. Ciò che avvalora inoltre questo libro è la passione, l’empatia e il coraggio con cui Sartre scrive queste pagine, che chiude con questa forte considerazione: “ … bisognerà dimostrare a ciascuno che il destino degli ebrei è il suo destino. Non ci sarà un francese libero, finché gli ebrei non godranno la pienezza dei loro diritti; non un francese vivrà sicuro, finché un ebreo in Francia e nel mondo intero potrà temere per la propria vita”. E’ un libro che ho scarabocchiato molto, nel senso che a fine lettura ho ritrovato pieno di appunti, sottolineature, annotazioni a matita.
Qualcuna la lascio qui:

La frase: “Io odio gli ebrei” è di quelle che si pronunziano in gruppo; pronunziandola, ci si riattacca ad una tradizione e ad una comunità: quella dei mediocri.

L’ebreo è qui solo un pretesto; altrove ci si servirà del nero, o del giallo

… l’ebreo oggetto di tanta esecrazione, è completamente innocente e direi anzi inoffensivo.

L’antisemitismo, in una parola, è la paura di fronte alla condizione umana. L’antisemita è l’uomo che vuole essere roccia spietata, un torrente furioso, fulmine devastatore: tutto fuorché uomo.

C’è una sincerità, una giovinezza, un calore nelle manifestazioni di amicizia di un ebreo come raramente si potrà trovare in un cristiano, invischiato nelle sue tradizioni e nelle sue cerimonie. Da ciò deriva anche il carattere disarmato della sofferenza ebraica, la più sconvolgente delle sofferenze.

Dopo la sua emancipazione, cioè da un secolo e mezzo circa a questa arte, l’ebreo tenta di farsi accettare da una società che lo respinge.

…bisognerà dimostrare  a ciascuno che il destino degli ebrei è il suo destino.

l'antisemitismo sartre

L’antisemitismo, Riflessioni sulla questione ebraica di Jean-Paul Sartre
Edizioni SE (collana Testi e Documenti) 2015

[Maria Pina Ciancio]

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~ di maria pina ciancio su aprile 19, 2016.

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