POESIA/ Rocco Scotellaro. Ti rubarono a noi come una spiga

Non mi lasciate morire con la testa sull’argine della rotabile bianca (R.S.)

Ti rubarono a noi come una spiga

Vide la morte con gli occhi e disse:
Non mi lasciate morire
con la testa sull’argine
della rotabile bianca.
Non passano che corriere
veloci e traini lenti
ed autocarri pieni di carbone.
Non mi lasciate con la testa
sull’argine recisa da una falce.
Non lasciatemi la notte
con una coperta sugli occhi
tra due carabinieri
che montano di guardia.
Non so chi m’ha ucciso
portatemi a casa,
i contadini come me
si ritirano in fila nelle squadre
portatemi sul letto
dov’è morta mia madre.
O mettetevi qui attorno a ballare
e succhiate una goccia del mio sangue
di me vi farà dimenticare.
Lungo è aspettare l’aurora e la legge
domani anche il gregge
fuggirà questo pascolo bagnato.
E la mia testa la vedrete, un sasso
rotolare nelle notti
per la cinta delle macchie.
Così la morte ci fa nemici!
Così una falce taglia netto!
(Che male vi ho fatto?)
Ci faremo scambievole paura.
Nel tempo che il grano matura
al ronzare di questi rami
avremmo cantato, amici, insieme.
E il vecchio mio padre
non si taglierà le vene
a mietere da solo
i campi di avena?

(Rocco Scotellaro)

una produzione LucaniArt Magazine
voce recitante Elide Fumagalli
fotografia Giuseppe Tornatore, Bernardo Bertolucci, Rodrigo Cortés
musica Serge Colbert
realizzazione Marina Minet

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~ di maria pina ciancio su gennaio 16, 2011.

3 Risposte to “POESIA/ Rocco Scotellaro. Ti rubarono a noi come una spiga”

  1. Perchè in Lucania non è nato un altro Scotellaro?

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  2. Un altro Scotellaro non nascerà mai più, perchè la famiglia a cui Lui apparteneva, oggi non esiste; nessuno più si sacrifica per la propria famiglia e per gli altri;oggi si assiste alla miseria dell’anima,all’eccessivo individualismo e al continuo apparire, non all’essere; mancano i valori e, tra questi, il rispetto verso gli altri, ma, in particolare, verso se stessi; requisiti che Scotellaro possedeva. Ecco perchè la sua memoria sarà imperitura. Maria A. Cera

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  3. E’ difficile che nasca un altro Scotellaro perché è raro che nasca un poeta. Poi quel tempo, quelle immagini, quella società, quei paesi, quelle persone sono definitivamente trascorse. Lo dico dal sud, avendo veduto, gli strascichi, le ombre, gli ultimi residui di quella cultura. Quel tipo di miseria aveva uno strano fascino. Ora la patina plastificante di questo tempo sembra voler ricoprire ogni cosa. Se anche nascesse, con le dovute differenze, un nuovo Scotellaro avrebbe eco la sua voce?

    Un saluto
    Antonio Torre

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