LIBRI/ La gallina volante di Paola Mastrocola

“Non di tutto possiamo essere felici. Non di tutte le cose che facciamo nella vita. Basterebbe esserlo per una, perchè quell’una poi rischiara tutte le altre e siamo salvi” (Paola Mastrocola)

Questo è un libro dalla “storia” alquanto travagliata. L’ho acquistato nei giorni di carnevale in una piccola, ma fornitissima libreria di Albano Laziale. Prima di partire l’ho dimenticato sul comodino di mia sorella e lei me lo ha gentilemente riportato per le vacanze pasquali. Riavutolo tra le mani ho ricominciato a leggerlo piuttosto in fretta, le ultime pagine, me le stavo centellinando tra il chiasso degli studenti sul pullman di una gita scolastica per Napoli. Poi una nuova brusca interruzione a pagina centoquarantacinque. Prima di scendere l’ho dimenticato sul sedile dell’autobus! Perso, insomma! A quel punto che fare?
Dopo qualche giorno mi sono recata nella mia libreria di fiducia e ne ho acquistato una nuova copia, profumata e fresca di stampa. Altre sette euro e cinquanta! Questo il costo (modico!) dello sfortunato tascabile.
Ecco, con la Gallina volante è andata proprio così.
E’ il secondo libro, che leggo della Mastrocola dopo La barca nel bosco. Il suo primo romanzo di esordio. Quello per cui ha meritato il Premio Calvino per l’inedito nel ’99, il Premio Selezione Campiello 2000, il Premio Rapallo-Carige per la Donna Scrittrice 2001). Una scrittura intelligente e avvincente, colloquiale e ironica.
C’è ancora il tema della “scuola”, ma questa volta una scuola raccontata da un’insegnante creativa, stravagante e sui generis. Un’insegnante che pur di sfuggire e/o tutelarsi dall’oppressione di un sistema scolastico chiuso e stagnante e da una struttura familiare troppo stretta e scontata, si dedica a un pollaio in campagna, inseguendo l’inverosimile sogno di insegnare a volare alle galline.

Oggi le ho prese in braccio una per una, le mie galline. Gli ho parlato a lungo. Mi guardavano con l’occhio laterale, inespressivo. Papera continuava ad aprire il becco, non so, forse voleva dirmi qualcosa. Papera l’ho chiamata così da poco: è una gallina grassa e sgraziata, mi sono accorta solo adesso di lei, e mi fa una gran tenerezza. Però ha una coda rossastra bellissima, con le piume lunghe e piene di una certa energia.
Abbiamo anche fatto ginnastica, non tutte, una decina di loro, quelle che ne avevano più voglia. Ho deciso di non forzarle.
Poi ho provato a lanciarle in aria, così, come si fa con i piccioni. Ma ricadevano dopo due o tre battute d’ali. Non vogliono volare, non so perchè, cosa gli manca? Forse non sono felici, forse io sono una cattiva allevatrice.
Non dormo. Non so se questa è l’insonnia. Mi pare che dovrei essere più nervosa per soffrire d’insonnia. Invece io non sono nervosa, sono solo triste. Di notte penso che la mia vita sia un fallimento, tutto qui.” (p.147)

Compatto e senza sbavature nella tenuta generale. Reale e visionario. Divertente e meditativo. La scuola, davvero com’è. E la vita anche (a volte!)

[by Maria Pina Ciancio]

© Testi e  immagini di mia proprietà non possono essere utilizzati senza il mio consenso personale

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~ di maria pina ciancio su giugno 11, 2008.

17 Risposte to “LIBRI/ La gallina volante di Paola Mastrocola”

  1. In effetti tutto ciò che contiene in sé un pizzico di follia (dal punto di vista delle persone normali) è un motore per la propria vita, per quella degli altri e del mondo intero. La follia che è in ognuno di noi (fede religiosa, ispirazione artistica, guardare il mondo da prospettive differenti…). Se ci rifletti, tutti noi abbiamo un lato della nostra anima che rasenta la follia; pensa a quante volte, al chiuso delle nostre quattro mura, diamo libero sfogo alla follia che è una delle faccette del nostro diamante. E quante volte, prima di uscire dalle quattro mura del nostro io più profondo, ci imponiamo un contegno-catena per affrontare la “normalità” del mondo. Ecco, forse gli artisti, i mistici e le cossidette persone “strane” non si impongono questo contegno. E’ grazie a ciò che puoi pensare di riuscire a far volare le galline… o puoi pensare di riusicre a far intonare ad un asino il “nessun dorma” della Turandot.
    Ne ho dette di cose abbastanza folli da farti sorridere e farti dimenticare che il tuo stipendio di insegnante è tra i più bassi d’europa? 😉
    Ciao Mapi!

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  2. Nathan, ma lo sai che mi hai fatto sorridere così tanto stamattina, che quasi quasi chiedo alla ministra di devolvere una percentuale del mio stipendio in benefinicneza per il “deficit pubblico” e poi mi apro anch’io un bel pollaio in campagna? (ma non lo diciamo a nessuno!). Mapi 🙂

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  3. Devolvi una percentuale del tuo stipendio al fine di aprire un pollaio… il deficit pubblico è solo una falsità per gli allocchi (non esiste). Una volta aperto il pollaio io potrei venirti a trovare col mio Asino-tenore. Sai che risate ;-D

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  4. Questo libro l’ho letto e mi è piaciuto molto. Malinconico e ironico, come tutti i libri della Mastrocola, forse il più bello. Ciao Nic

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  5. Sentite questo stralcio:

    “Ragazzi, oggi vi spiego le virgole.” Lo so, loro pensano “Che insegnante originale! spiega le virgole ai ragazzi di sedici anni”, ma non è così, è che non ne posso più. Non ne posso più di mettere io le virgole ai loro temi. Mediamente ho classi di venticinque ragazzi: mediamente metto una cosa come dieci virgole per tema: dunque, in tutto, a ogni compito in classe metto almeno duecentocinquanta virgole. Non so se riesco a esprimere l’abissale malessere che mi prende: per me una virgola è tutto, è il sale della vita, il bastone della vecchiaia, il succo della storia, il nocciolo della questione, il fulcro, il centro, il buco nero, l’origine, l’utero… Una virgola che manca è l’abisso che mi si scava ai piedi, mi sento svenire, capogiro, nausea. Ma non è un problema personale: è un disastro cosmico, che dovrebbe riguardare tutti. Le virgole sono l’impalcatura del mondo, se mancano il mondo crolla, come un soffitto non puntellato, un cemento non armato.” (P.M.)

    Un saluto a Nathan e Nic e a tutti gli altri Mapi

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  6. Un buon compagno di viaggio per la prossima vacanza.

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  7. Ho letto la storia del tuo rapporto con il libro “la gallina volante”…da carnevale a pasqua e poi dal pullman alla copia fresca di stampa…mi chiedo cosa c’è in quel libro che non vuoi leggere o in cui ti riconosci…
    Sono insegnante anche io e fino a quando ho insegnato ai miei ragazzi e alle mie ragazze ho cercato di farlo con la passione…ho dovuto andar via dalla scuola mi sentivo fuori luogo….e come l’autrice, ero considerata un’insegnante troppo creativa, molto stravagante…quasi sui generis…da una scuola solo burocratica e ottusa che non vuole approfondire e cambiare, che scappa e non affronta veramente le situazioni, per non parlare della famiglia, che al contrario, oggi non si riconosce più…che diventa protettiva nei confronti dei figli per non scoprire le problematiche e non collabora con gli insegnanti nel processo educativo…ecc ecc ecc… E poi questi ragazzi che fanno sempre più tardi a volare…, e non seguono l’esempio di “Cipì” di M. Lodi.
    Forse anche tu ti senti un pesce fuor d’acqua in questo tipo di scuola?
    Ehi il mio viaggio a Istanbul è stato molto breve, solo l’assaggio ma interessante…Sto leggendo “la bastarda di Istanbul”….scritto da una giovane donna….lo conosci?
    Ti abbraccio forte Mapi
    Maria Grazia

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  8. che dire? io, di certo, non mi metterei ad allevare galline se fossi depressa o frustrata…
    io la vedo dalla parte dell’alunno, e ora, parliamo chiaro. non sarà poi questa grossa gratifica, ma noi ragazzi ci sappiamo perfettamente rendere conto di che genere d’insegnante abbiamo davanti. se lavora con passione guadagna sempre il nostro rispetto…e non solo…magari anche la nostra confidenza, se non la nostra amicizia. forse non è esattamente il massimo…ma conosco insegnanti che hanno guadagnato la stima anche del più menefreghista dell’istituto, perchè era impossibile non rendersi conto che ce la stavano mettendo tutta per noi ragazzi, nonostante il fatto che, nel loro stipendio, non sarebbe poi cambiata una virgola.

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  9. @PATTY- ma dai Patty, la stora dello stipendio è solo un “gioco” e voi ragazzi lo so benissimo quanto sapete dare e quanta capacità di “scegliere e valutare” avete. Cmq (detto tra me e te) io quando mi sento depressa salgo sulla mia rudimentale “mongolfiera azzurra” e, da sempre, me ne vado in giro per nuvole.
    Dai un’occhiata qui 🙂
    http://www.edizionifioridicampo.it/bodycatalogogenerale2.html

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  10. @MARIA GRAZIA, carissima, so bene cose c’è dietro la perdita di questo lbro, soprattutto dietro l’ultima perdita,;-) ma non è la sede giusta per addentrarci olre nell’argomento…
    Non conosco l’autrice del libro di cui mi parli, ma lo terrò d’occho, anche prchè mi sembra d’aver capito che si tratta di una saga familiare… e come genere, è uno dei miei preferiti.
    Trascorri una buona estate, ti abbraccio caramente anh’io Mapi

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  11. S.O.S…….
    Alcuni di noi hanno misteriosamente iniziato ad avere una media del 4 in…….dopo aver smesso i corsi per….
    Mentre altrettanto misteriosamente chi supera con esito positivo le……può vedere i propri voti gonfiarsi a dismisura…….. Altri sono costretti alla penosa vista dei propri……nel panico più totale nel risolvere gli esercizi senza le soluzioni sottomano…
    Allievi? Proff? Crisi aDOlesCENZIALE?l
    Riporto testualmente: “Non veniamo per finire il programma, né per prendere voti, non per fare nuove conoscenze, né men che mai per svago……Probabilmente per dovere, sicuramente per CRESCERE! “.
    E la scuola, già di per sé dovrebbe essere un grande progetto!
    ( I Miei Ragazzi )

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  12. Un saluto Alice e grazie della testimonianza, che pone sempre più in rilievo, oggi, il pensiero consapevole dei giovani di fronte alla vita. Mapi

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  13. cara mapi, ci rivediamo nelle prossime sere estive ad ascoltare buonabella poesia in una piazzetta? spero proprio di sì…intanto un abbraccio 🙂

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  14. sarebbe davvero una gran bella cosa Erminia (anzi, darò un’occhiata al programma di Cassano Murge, chissà che non ci si possa riveredere lì…) Un abbraccio caro Mapi

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  15. è u libro bello

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  16. questo libro e veramente noioso

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  17. difficilmente capita di leggere un libro così “intelligente” e raffinato! (scritto bene è scontato, visto l’autore e l’argomento).

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