LIBRI/ Una barca nel bosco di Paola Mastrocola

A tutti coloro che hanno amato le isole o che sono, essi stessi, un’isola (Paola Mastrocola)

Ci sono tante categorie di libri, quelli brutti, quelli belli, quelli così e così. Questo è un romanzo che vale la pena leggere, perchè Paola Mastrocola riesce a cogliere nel segno molti dei malesseri e delle inadeguatezze di questo nostro tempo.
Ha scelto il filone della scuola e del romanzo di formazione, la scrittrice torinese, la scuola raccontata non dalla parte dei docenti, alla Domenico Starnone, ma con gli occhi di un ragazzino tredicenne che emigra, per studiare, da una piccola isola del Sud a Torino. Dal mare alla città, dall’identità all’omologazione: una barca nel bosco.
La storia di un talento sprecato, incompreso e schiacciato dal sistema: scolastico, sociale, lavorativo. I sogni che pian piano lasciano il posto alla consapevolezza e all’accettazione.
Interessante anche il rapporto tra padre e figlio, la storia di una presenza/assenza che  percorre orizzontalmente tutto il romanzo e a cui Gaspare, alla fine, lascia come epigrafe queste ultime parole:

“Forse era meglio che facevo il pescatore come te. Non so se ne saresti stato felice, ma forse era proprio meglio. Tu volevi chissà cosa per me. E invece era giusto così, tutti i miei compagni hanno fatto il mestiere del padre. E giusto così (…). Ma tu non volevi che io facesi il pescatore. Certe volte da bambino mi hai nascosto le lenze. Mi dicevi: non le trovi perchè sei sbadato, ma io lo sapevo che me le avevi nascoste tu. Chissà cosa mai fantasticavi per me, quali castelli.
Tanto tu non eri un padre che mi avrebbe aiutato. Me lo dicevi: adesso che vai a scuola sei grande, devi fare da te, io anche se potessi non ti aiuterei mai. Aveco sei anni quando mi dicevi così, sei anni!
Ma tu parlavi troppo con il mare, non sapevi niente del mondo.”
(p.257)

Un libro scomodo, che a tanti, giovani e meno giovani non è piaciuto. Un libro che racconta di sogni, ma anche di sconfitte e di rese, per denunciare un sistema non solo scolastico, ma sociale e lavorativo, che troppe volte non  premia chi merita, che omologa e schiaccia i talenti e le energie creative.
Ecco perchè amo questo libro, perchè  è dedicato a tutte le barche ignorate e dimenticate nel bosco che non vedranno mai il mare. Perchè restituisce voce a tutti coloro che hanno dovuto e dovranno accontentarsi e adeguarsi, ma che che restano se stessi, conservando il coraggio dell’identità e della dignità. Proprio come Gaspare!
Paola Mastrocola – Una barca nel bosco – Guanda 2004

[by Maria Pina Ciancio]

© Testi e  immagini di mia proprietà non possono essere utilizzati senza il mio consenso personale

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~ di maria pina ciancio su marzo 16, 2008.

25 Risposte to “LIBRI/ Una barca nel bosco di Paola Mastrocola”

  1. L’ho letto lo scorso anno. Me lo aveva regalato mia sorella dicendo: “ha uno stile che sicuramente ti piace”.
    Sicuramente è un buon libro, amaro e allo stesso tempo divertente. In qualche punto l’ho trovato ripetitivo ma soprattutto, a mio parere, in qualche passaggio l’autrice ha esagerato rendendo alcuni episodi troppo surreali. Ricordo il protagonista e gli alberi che aveva fatto crescere in casa. Ecco, ad un certo punto ho avuto proprio l’impressione che le fosse scappata per un attimo la mano. Ma tutto sommato, questo è un episodio secondario.

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  2. Certo che aver conosciuto te, Artarie, Diaro_Est, per me è stato un grande privilegio. Devo assolutamente rimettermi a leggere perchè ho necessità di ampliare meglio alcune vedute. E’ una cosa che mi serve. Poi un giorno ti dirò perchè.. 😉

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  3. Bello davvero questo passo che hai riportato… incuriosisce anche perché scaturisce dalla tua sensibilità di lettrice!

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  4. deve essere interessante. è una tematica davvero attuale, di cui si dovrebbe parlare, ma si parla troppo poco… come di tutte quelle cose che stanno scomode!
    i problemi di cui fai cenno nel tuo commento al libro sono cose che esistono davvero, che io vedo vivere ed ho vissuto, in parte, ogni giorno.

    il passo che hai riportato è splendido e , se, come scrive Panirlipe, c’è pure, di tanto in tanto, quell’aria surreale, meglio!!! è una cosa che adoro!

    da leggere!

    Patty!

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  5. @PANIRLIPE daccordo con te, i due punti un pò deboli del romanzo sono la lunghezza (ma questo è un difetto che riscontro in 9/10 romanzi contemporanei) e l’aspetto surreale che un pò ha disturbato anche me. Il risvolto positivo -forte- è quello che ho tracciato e valoriizato nella lettura. Un abbraccio carissimo Mapi

    VILER, allora un giorno mi racconterai… magari al prossimo pranzo a cui conto di essere presente… a tutti i costi! 😉

    BLU è un periodo in cui sto leggendo tanto, cose diversificate insomma, spesso regali che se ne stavano lì precari, in silenziosa attesa…

    @PATTY ai miei studenti l’ho già consigliato! Ti assicuro che la scrittura è fresca, allegra, ironica e disincantata. Ti piacerebbe, ne sono sicura anch’io… un bacio Mapi 🙂

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  6. Un libro scomodo? Corro a procurarmelo. Viviamo in un periodo nel quale tutti cercano di essere accomodanti, superficiali. Finanche le liti televisive tra parti avverse mi risultano accomodanti. Vedrò di leggere questo libro per provare ancora la scomodità di certe posizioni. Grazie per la segnalazione, Mapi 😉

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  7. Per la prima volta non mi trovo d’accordo con te. Questo libro l’ho trovato eccessivo e non così vero. La Mastrocola coglie alcuni aspetti della scuola, ma gliene sfuggono altri, troppi. ma il discorso si farebbe molto lungo. Un abbraccio, giulia

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  8. Grazie Nahtan, grazie Giulia.

    Dopo aver letto il libro, ho fatto un pò di ricerche sul web e proprio lì ho scoperto, tra i commenti dei lettori, che ad alcuni la storia ha lasciato un senso di “insoddisfazione e di incompiutezza perchà il protagonista non è uno che “vince (nella vita però mica vincono tutti!). 😉
    Qualche altro sostiene invece che il protagonista è troppo poco credibile e fuori tempo, questo in scrittura si chiama semplicemente ironia o amplificazione di una situazione spingendola ai limiti del paradosso e del grottesco. 🙂
    E’ chiaro che non ci troviamo di fronte a un capolavoro tolstojano (ci sono sicuramente dei punti deboli, che ho evidenziato in alto nei commenti) ma ci sono dentro anche tante verità che ci appartengono e da cui spesso amiamo purtroppo rifuggire (faccio l’insegnante e avrei potuto sentirmi minacciata da questo libro, invece riconosco alla Matrocola il coraggio della parola che non mente, ma racconta dal di dentro verità anche scomode!)
    Un saluto a tutti 🙂
    Mapi

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  9. Non conosco questo libro, ma la tua presentazione mi incuriosisce e mi spinge a leggerlo.
    Già solo il titolo ‘una barca nel bosco’ ha una forte valenza semantica, per non parlare del passo che hai riportato, in cui non leggo rassegnazione, ma lucida denuncia.
    Un saluto e grazie per essere passata nel mio ‘angolo di mare’.
    princi

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  10. @PRINCI sono io che ringrazio te. Mi fa piacere inoltre che il frammento riportato abbia suscitato in te interesse e curiosità. Un abbraccio condiviso Mapi 🙂

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  11. magari, appena ho finito con tutti quei libri in “lista d’attesa”… me lo leggo. mi incuriosisce!

    Patty!

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  12. Grazie di essere passata nel mio blog. Oltre La scuola raccontata al mio cane ho commentato anche La barca nel bosco (puoi trovarlo tra i vecchi post nella categoria romanzo). E’ un libro assolutamente da leggere sia per uno studente, che per un genitore, tanto più un insegnante e consigliato a tutti per vedere il quadro triste che ci circonda… tante barche nel bosco!!! ciao e passa di nuovo a trovarmi! Ho tanti libri che ti aspettano

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  13. l’ho letto, alcune cose apprezzate, altre meno..giudizio: cosi cosi(in cinese si dice ma ma fu fu)
    leggi “La strada”, di Corman McCarthy, poi capirai perchè..(buoni giorni di Pasqua

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  14. Grazie dei passaggi Patty, Ire e Lino. Mapi 🙂

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  15. io il libro l’ho letto come teto narrativo a scuola…e sinceramente NON MI E’ PIACIUTO X NIETE!!!! come voto da 1 a 10 darei -1000!!!
    P.S. molte mie amiche la pensano come me!!!!!!!

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  16. @LOLA, ho capito che a molti di voi giovanissimi questo libro non è paciuto, ma serebbe opportuno provare a spiegare anche il perchè. Non trovi? O forse non è piaciuto il fatto che fosse una narrativa scolastica imposta dall’alto? 😉 In tal caso tutta la mia solidarietà 😉 … Ciao Mapi 🙂

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  17. professorè la troppa scrittura uccide voi e chi vi sta attorno,la nuova riforma del 2008 ha messo in atto un nuovo fascicolo che cita:” la scrittura non fa soltando male alle ossa delle dita ma é diventata anche un crimine per la società dei vostri alunni” Noi lo diciamo per voi… rinunciate alla troppa scrittura e alla troppa cultura!!!!!!! 😉 😉 😉
    By EGIDIO E FRANCESCO

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  18. A Francesco & Egidio… preparatevi piuttosto con carta e penna alla segnalazione di due nuovi titoli da leggere prossimamente!!!!! 😉 😉

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  19. ho letto il libro un po’ di tempo fa, nel complesso mi è piaciuto ma come dice Panirlipe passa da un raccontare tipico del racconto al fantasy soltanto verso la fine e questo stona, della stessa autrice io preferisco “molliche di pane”. Bello il tuo blog, complimenti! Ciao Lucia

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  20. […] volante” è andata proprio così. E’ il secondo libro, che leggo della Mastrocola dopo La barca nel bosco. Il suo primo romanzo di esordio. Quello per cui ha meritato il Premio Calvino per l’inedito […]

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  21. un libro splendido, che mi ha commosso, fatto ridere, arrabbiare. forse neanche a me sarebbe piaciuto quando facevo il liceo, ma senza dubbio ora è diventato uno dei miei libri preferiti. me lo sento vicino alla pelle. c’è un pezzo stupendo, quando racconta dei manager che vanno a vedere la sua casa e vogliono anche loro imparare ad “attendere”. dettagli che a 16 anni non puoi cogliere.ma a 32 sì. saluti a tutti, comprerò al più presto tutti gli altri libri della scrittrice, dopo questo e “Più lontana della luna”

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  22. @ ciao Betarice, non ho letto molti libri della Mastrocola, ma posso consigliarti “La gallina volante”, divertente, leggero e ironico quanto basta. Un saluto Mapi

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  23. lo prenderò di certo, grazie del consiglio!

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  24. k bello questo libro, mi è piaciuto molto…xk parla finalmente d cm è fatta veramente la scuola oggi, con aspetti + negativi ke positivi…saluti Giuggiol@

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  25. Questo libro mi è piaciuto molto però a mio parere penso che l’autrice abbia inserito delle cose superflue, poco interessanti, che non c’entravano proprio con ciò che stava dicendo, una parte del libro è surreale al massimo, mentre un altra un pò meno e ciò è anche logico e normale 😉

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