LIBRI/ La linea d’ombra di Joseph Conrad
Sono lunghe tutte le strade che menano al desiderio del cuore (Conrad)
E’ una storia di mare e di avventura, ma anche di formazione “La linea d’ombra” di Conrad (The Shadow -Line). Un racconto che lo scrittore inglese (solo per adozione) diede alle stampe nel 1917 e che ha dedicato a “Borys e a tutti gli altri che come lui hanno attraversato nella prima gioventù la linea d’ombra della loro generazione”.
Forse pochi sanno che il libro fu scritto in soli tre mesi e che il titolo originario era “Primo Comando”, successivamente mutato in La linea d’ombra. Ispirato ad un’esperienza privata e autobiografica, il racconto può essere letto come il delicato momento di passaggio e di attraversamento dall’età adolescenziale all’età adulta. Un cambiamento della vita (obbligato), cosciente e straziante per certi aspetti, che contiene in sè i tratti di mille prove, e nel libro di una “prova suprema”: quella di riuscire a condurre a destinazione nell’immobilità della bonaccia, una nave, con un intero equipaggio colpito dalla febbre gialla.
“Una nave! La mia nave! Era mia, assolutamente mia per possesso e cura più di qualsiasi altra cosa al mondo. Era là che aspettava me, ammaliata, incapace di muoversi, di vivere, di uscire nel mondo, come una principessa stragata”
Si intrecciano nel racconto, mistero, paura, animosità, fascino del soprannaturale. Venti interminabili giorni per prendere coscienza dei propri limiti e oltrepassare la linea d’ombra, quel confine inafferrabile che separa il ragazzo dall’uomo, dall’inesperinza della gioventù dalle responsabilità dell’età adulta.
“Si procede identificando le pietre miliari dei predecessori, eccitati, divertiti, prendendo la cattiva e la buona sorte assime – i calci e le carezze, come dice l’adagio – la pittoresca venatura comune che serba tante possibilità per il meritevole e forse per il più fortunato. E il tempo, pure, procede -fintanto che si percepisce davanti una linea d’ombra, l’ammoinimento che la regione della prima gioventù, anch’essa, dev’essere lasciata dietro” .
Ecco, il passaggio di quella linea d’ombra avviene sempre in una condizione di sospensione, quasi di irrealtà, di stacco dalla terraferma. E Conrad sapientemente ambienta la sua storia in mare aperto.
Quando il suo giovane capitano toccherà finalmente terra, lo coglierà una sensazione come di straniamento, di smarrimento. Non di stanchezza, ma di vecchiaia “Ve lo dico io come mi sento. Mi sento vecchio. E devo esserlo.”
Eppure, fa piacere leggere che, il giovane capitano riprenderà la nave (la sua nave) senza riposo. Nessun riposo.
[by Mapi]
Joseph Conrad, La linea D’ombra, Pillole BUR, Rizzoli 2008
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Ho letto questo libretto di Conrad a fine luglio, durante il rientro dal mio viaggio in Scozia. E’ una scrittura ostica, per nulla facile quella di Conrad, ma vale la pena resistere e andare avanti… fino in fondo. Mapi
maria pina ciancio ha detto questo su agosto 31, 2008 a 2:30 pm |
Splendida opera che, insieme a Nostromo e Cuore di tenebra, fa parte del miglior Conrad.
… io ho ancora il dubbio di non aver sorpassato la mi linea d’ombra, oppure non me ne sono reso conto.
Un saluto
Alessio Miglietta ha detto questo su settembre 1, 2008 a 5:38 pm |
ricordo di averlo letto, mezza vita fa, quando attraversavo la mia linea d’ombra. E se non ricordo male ero proprio su una nave. Mi impressionò perché riuscii ad immedesimarmi pienamente.
Purtroppo, Nostromo e un altro suo romanzo riposano polverosi nella libreria. Forse devo prendere un altra nave per riuscire a leggerli.
pani ha detto questo su settembre 2, 2008 a 10:36 am |
bellissimo testo che lessi da giovane e che mi piacerebbe ritrovare in quella edizione garzanti che presi su una bancarella a napoli.. chissà dove è finita tra un trasloco e l’altro! cmq mi piacerebbe rileggerlo ora da adulto.. con stima infinita e ti invito a leggere una poesia di autore che non conosco ma che mi ha suggestionato.. sta sul mio blog in ottima trasposizione curata da passannanti.. abbracci
roberto
roberto matarazzo ha detto questo su settembre 4, 2008 a 10:36 am |
@Alessio, la linea d’ombra è talmente interiore che difficilmente riusciamo a metterne a fuoco il confine. Grazie di essere passato Mapi
@Pani, è un libro che ho letto in ritardo (molte volte mi dico anch’io che dovrei rileggere, ma è una cosa che non riesco a fare e che in fondo non amo fare). Un saluto caro a te Mapi
@Roberto, anche tu l’hai acquistato su una bancarella? Vedo che ci sono corsi e ricorsi storici che ci “sintonizzano”
Passerò sicuramnete a trovarti. Mapi
maria pina ciancio ha detto questo su settembre 4, 2008 a 3:44 pm |
Devo dire che mi è piacituo molto questo libretto e bella la tua presentazione che ne coglie davvero lo spirito, un caro saluto, Giulia
giulia ha detto questo su settembre 4, 2008 a 6:22 pm |
grazie Giulia.
“C’è qualcosa di commovente in una nave che viene dal largo e ripiega le sue ali per riposare…”
Un saluto carissimo Mapi
maria pina ciancio ha detto questo su settembre 4, 2008 a 8:46 pm |
ciau mapi, bel libro
lino ha detto questo su settembre 7, 2008 a 2:01 pm |
è un piacere risentirti Lino. UN abbraccio Mapi
maria pina ciancio ha detto questo su settembre 7, 2008 a 3:46 pm |
L’ immaginario conduce lo spirito a rincorrere un miraggio e l’inquietudine oltrepassa esperienze di ogni tipo per il desiderio di conoscenza … ed è la conoscenza che porta l’uomo a girovagare per mari e spazi sconosciuti attraverso l’amore doloroso e difficile per la vita … La linea d’ombra, quella linea sottile e sconosciuta allo sguardo che è tristezza e destino nel giovane Capitano di Conrad, nell’Ulisse di Joyce, nel vecchio Marinaio di Coleridge…“And some in dreams assuréd were, Of the spirit that plagued us so…”
Alice ha detto questo su ottobre 6, 2008 a 1:33 am |
quanto è lungo?
another brick in the wall ha detto questo su giugno 22, 2011 a 12:28 pm |